Richiamo da Bruxelles

Venezuela: Parlamento Ue, “ferma condanna” per le violenze del governo. “Popolo in ginocchio. Ritornare alla democrazia”

(Bruxelles) Il Parlamento europeo “condanna fermamente la brutale oppressione esercitata dalle forze di sicurezza venezuelane e dai gruppi armati irregolari contro le proteste pacifiche” nel Paese. “Circa 30 persone sono morte e molte altre sono state ferite e arrestate mentre protestavano contro il governo del presidente Nicolás Maduro”. In una risoluzione adottata oggi in chiusura di plenaria, gli eurodeputati invitano le autorità venezuelane a “risolvere urgentemente la questione degli aiuti umanitari nel Paese, carente di alimenti e medicine”. Il presidente del Parlamento, Antonio Tajani, ha commentato: “Da molti anni stiamo assistendo alla violenza, all’oppressione e alla fame in Venezuela che il governo locale ha imposto alla popolazione inerme. Vediamo giovani studenti uccisi per le strade mentre protestano, persone disperate in cerca di cibo, bambini che muoiono negli ospedali a causa della mancanza di medicine e gli oppositori politici che non possono candidarsi alle elezioni o che vengono mandati in prigione. Vediamo un popolo in ginocchio a causa di un regime che non rispetta la democrazia, lo stato di diritto e, allo stesso tempo, isola il Paese dalle organizzazioni internazionali”. Tajani ha aggiunto: “Condanno con forza le continue violazioni dell’ordine democratico in Venezuela. La democrazia e il principio della separazione dei poteri devono essere salvaguardati. Sostengo l’Assemblea nazionale nei suoi sforzi per rimanere indipendente e mantenere i suoi poteri legislativi”.
Secondo Tajani “un calendario elettorale che preveda elezioni libere e trasparenti è l’unica soluzione per porre fine all’attuale situazione politica. Per questo, tutti i prigionieri politici devono essere liberati immediatamente e gli oppositori devono poter partecipare a elezioni libere e imparziali”. Infine: “Siamo solidali con il popolo venezuelano e invitiamo tutte le organizzazioni internazionali a partecipare nel porre fine a questa crisi umanitaria e politica”.