#Ac150

Assemblea Azione cattolica: mons. Sigismondi (assistente), “discernimento comunitario quale metodo della sinodalità”

“Mi accingo a vivere questo impegno con entusiasmo sincero” ha esordito questa sera monsignor Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno e da poche settimane assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana, aprendo a Roma la XVI Assemblea nazionale associativa “Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale” (Domus pacis, 28 aprile – 1° maggio). Di qui il ricordo del suo predecessore mons. Mansueto Bianchi “che dall’alto – ha detto interrotto da un caloroso applauso – ci guarda e ci benedice”. L’assise – nel corso della quale verranno rinnovati gli organi statutari e alla quale sono presenti oltre mille delegati provenienti da tutta Italia – culminerà il 30 aprile con la festa-incontro in piazza San Pietro con Papa Francesco che darà il via alle celebrazioni per il 150° della fondazione di Ac. Slogan dell’appuntamento di domenica, #AC150FuturoPresente. Alla sua prima Assemblea nazionale da assistente generale dopo la nomina da parte del Pontefice all’inizio di marzo, mons. Sigismondi si sofferma sul discernimento comunitario. “Quale metodo della sinodalità – spiega – non può essere compiuto senza domandare al Signore un cuore docile saggio e intelligente. Richiede maturità umana e spirituale, capacità di lettura dei segni dei tempi, affinità con il sentire della Chiesa e spiritualità di comunione e logica della convergenza. Discernimento non è sistema di logica deduttiva” ma “l’intuizione condivisa degli appelli dello spirito che risuonano anche negli avvenimenti della storia”. Occorre, come avverte Papa Francesco, capacità di dialogare, ascoltare con umiltà e parlare con franchezza”. “Necessaria un po’ di diffidenza nei confronti del proprio giudizio. Occorre poi essere in grado di trovare soluzioni condivise non esitando a fare un passo indietro perché come dice il Papa nell’Evangelii gaudium l’unità prevale sul conflitto”.