Balcani
All’irruzione di facinorosi nel Parlamento di Skopje si è arrivati anche per una mancata reazione da parte della polizia. L’informazione è confermata dal ministro degli Interni Agim Nuhiu. “È un altro elemento che fa pensare che l’irruzione nell’aula parlamentare non sia stata del tutto ‘spontanea’ – afferma Krastev –; molti dei manifestanti portavano delle maschere”. “Per Nikola Gruevski”, ex premier del Vmro (partito conservatore), indagato dalla Procura speciale per corruzione, “è importante guadagnare tempo nella speranza che si giunga a nuove elezioni”, ritiene l’analista politico, secondo cui “eventuali nuove elezioni però, non risolverebbero nulla. Porterebbero a nuove divisioni nel Paese e potranno rappresentare una minaccia per la pace etnica nei Balcani”. “È una situazione molto delicata – spiega Krastev – perché, anche a causa del caos politico, la Macedonia ha una disoccupazione al 30%, il Pil è molto basso, la crisi dilaga e con questo sfondo accendere la scintilla del nazionalismo è facilissimo”. Uno scenario simile sarebbe catastrofico per il Paese, dove la popolazione albanese è di circa 525mila abitanti su una popolazione di 2,1 milioni di persone. “Comunque sia, anche se tensioni con gli albanesi ci sono sempre state, le persone comuni vivono pacificamente. Molti dei problemi a sfondo etnico vengono creati a scopo politico”, commenta Krastev.