Messaggio
“Il protocollo con cui saremo giudicati è basato sulla fratellanza”. Lo afferma Papa Francesco nel Messaggio a Margaret Archer, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in occasione della sessione plenaria dell’organismo che si è aperta oggi in Vaticano (fino al 2 maggio) sul tema “Towards a Participatory Society: New Roads to Social and Cultural Integration”. Partecipazione sociale è dunque l’oggetto di riflessione, tema che, scrive Francesco, “mi sta molto a cuore”. Oggi, per il Papa, è necessario ampliare la “nozione tradizionale di giustizia, la quale non può essere ristretta al giudizio sul momento distributivo della ricchezza, ma deve spingersi fino al momento della sua produzione”. Ecco perché solo “la fraternità” può essere il “principio regolatore dell’ordine economico”. L’appello del Papa è dunque a “porre rimedio all’errore della cultura contemporanea, che ha fatto credere che una società democratica possa progredire tenendo tra loro disgiunti il codice dell’efficienza” e “il codice della solidarietà”. “La parola-chiave che oggi meglio di ogni altra esprime l’esigenza di superare tale dicotomia – spiega – è ‘fraternità’, parola evangelica, ripresa nel motto della Rivoluzione Francese” ma poi abbandonata. La fraternità, sottolinea Francesco, “consente a persone che sono eguali nella loro essenza, dignità, libertà, e nei loro diritti fondamentali, di partecipare diversamente al bene comune secondo la loro capacità, il loro piano di vita, la loro vocazione, il loro lavoro o il loro carisma di servizio”. “Dall’inizio del mio pontificato ho voluto indicare ‘che nel fratello si trova il permanente prolungamento dell’Incarnazione per ognuno di noi'”, prosegue il Papa richiamando il n.179 di Evangelii gaudium.