Viaggio apostolico
Una processione, con un canto pasquale, la deposizione di una corona di fiori e l’accensione di un cero: sono stati questi i momenti più salienti che hanno scandito la preghiera di Papa Francesco, di Tawadros, di Bartolomeo I, al muro dei martiri nella chiesa di san Pietro, nel quartiere di al-Abassiya, dove lo scorso 11 dicembre persero la vita 29 persone in seguito a un attacco terroristico. Quel giorno i corpi dei feriti e dei morti furono trasportati dall’interno della Chiesa a ridosso di un muro fuori la Chiesa che rimase intriso del loro sangue. Oggi davanti a quel muro è stato posto un vetro di protezione e quel luogo è diventato meta di pellegrinaggio e di preghiera, un vero e proprio “muro dei martiri”. La lettura, a più voci dei patriarchi, del Vangelo di Marco, in cui sono risuonate le Beatitudini, ha fatto da sfondo alla preghiera cui hanno partecipato anche esponenti di altre Confessioni cristiane. Dopo il Vangelo sono seguite le preghiere spontanee di Papa Francesco che ha chiesto di benedire “i fratelli vescovi presenti, tutti i fratelli cristiani. Portaci lungo il cammino della carità nella grazia dell’Eucarestia”. Da Tawadros è giunto il ringraziamento a Dio “per la grazia di questo giorno e per la presenza del fratello Francesco e degli atri patriarchi”. Tawadros ha pregato anche “per i martiri di questa Chiesa e per l’Egitto”. Dopo la lettura del Vangelo i patriarchi si sono scambiati un gesto di pace. Il canto del Padre Nostro è stato il preludio alla processione verso l’esterno della Chiesa. Fuori il Papa ha acceso una candela posta poi ai piedi del muro dei martiri, lasciando a terra un mazzo di fiori. Lo stesso hanno fatto i patriarchi presenti.