Riepilogo
Usa-Corea del Nord: Trump vede “il pericolo di un grande conflitto”. Fiducia nel ruolo della Cina
“Avrei apprezzato una soluzione diplomatica, ma credo sia molto difficile. Vedo il pericolo di un grande conflitto”: il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si dice pessimista sul braccio di ferro in corso con la Corea del Nord. Intervistato dalla Reuters per i suoi primi cento giorni alla Casa Bianca, Trump insiste con il rischio di una guerra, quasi intenda inviare un messaggio a Pyongyang. Nel corso del colloquio, in cui traccia un bilancio della sua permanenza alla guida degli Usa, il presidente conferma invece la fiducia accordata alla Cina e al ruolo di Pechino per la stabilizzazione dell’estremo oriente. Parlando del presidente cinese Xi Jinping, recentemente incontrato negli Stati Uniti, afferma: “Certamente non vuole vedere turbolenze e morte: è un uomo molto buono e ama la Cina e ama la gente della Cina. So che vorrebbe essere in grado di fare qualcosa, ma forse non può farlo”.
Brexit: Consiglio europeo straordinario sul Brexit. Domani appuntamento dei 27 a Bruxelles
Si svolgerà domani a Bruxelles il Consiglio europeo straordinario, convocato per definire “gli orientamenti” dell’Ue in vista dei negoziati sul Brexit. I 27 capi di Stato e di governo adotteranno “le posizioni e i principi generali dell’Ue” da tenere nei confronti del Regno Unito. In queste ore circola una bozza di documento che dovrebbe essere varato dai leader, diviso in sei capitoli relativi ai “principi chiave” del negoziato, all’approccio “graduale” che sarà tenuto per un “ritiro ordinato” di Londra dalla “casa comune”, che conduca a una futura “sincera cooperazione” sul fronte politico ed economico. Resta il nodo della partecipazione al mercato unico e quello della tutela dei diritti dei rispettivi cittadini. Si susseguono nel frattempo le dichiarazioni di singoli leader, fra cui quella della cancelliera tedesca, la quale sottolinea che un “Paese terzo – tale diventerà il Regno Unito – non potrà pretendere lo stesso trattamento dei Paesi aderenti all’Unione”.
Macedonia: assalto al parlamento, 47 feriti. Il Paese senza governo da dicembre
Scontri e feriti – se ne contano 47 – si sono registrati ieri sera al parlamento macedone, quando circa duecento manifestanti del fronte conservatore e nazionalista hanno fatto irruzione nell’aula per protestare contro l’elezione di un parlamentare di origine albanese, Talat Dzjaferi, a presidente dell’assemblea legislativa. La Macedonia ha votato a dicembre ma il Paese è al momento ancora senza una stabile maggioranza politica. I manifestanti, vicini al partito nazionalista dell’ex premier, protestano contro una possibile alleanza governativa tra i socialisti e la minoranza albanese. L’irruzione all’interno del parlamento, che ha rivelato la debolezza delle misure di polizia, è costata il ferimento dello stesso leader socialista Zoran Zaev. Le elezioni avevano assegnato la maggioranza relativa ai conservatori del partito Vmro: ma i 51 seggi su 120 acquisiti non sono sufficienti per una maggioranza, che invece sembra possibile agli antagonisti socialisti che sommerebbero ai propri 49 seggi quelli della forte minoranza albanese. Il presidente Gjorgje Ivanov ha convocato per oggi i leader di tutti i partiti per cercare di risolvere la situazione di crisi.
Germania: bando parziale del burqa, vietato alle dipendenti statali quando sono a contatto con il pubblico
Il Bundestag tedesco ha approvato un bando parziale del burqa: il velo integrale sarà vietato alle dipendenti statali quando svolgono un lavoro a contatto con il pubblico. Sarà invece possibile indossarlo in altri contesti. La legge passa ora al vaglio della camera alta per l’approvazione definitiva. Thomas de Maiziere, ministro dell’Interno tedesco, ha spiegato che “integrazione significa anche trasmettere alle altre culture i limiti della propria tolleranza”. Una legge promulgata forse anche in vista delle elezioni legislative di settembre, che vedono sin da ora il tema dell’integrazione dei migranti nel paniere dei dibattiti politici.
Giustizia/1: “Mafia capitale”, la Procura di Roma chiede pene severe. 28 anni per Carminati, 26 per Buzzi
Nell’ambito del processo per “Mafia capitale” la Procura di Roma chiede pene severissime: 28 anni per l’ex Nar Massimo Carminati, definito “un delinquente abituale”; 26 anni e 3 mesi per il cosiddetto “ras delle cooperative” Salvatore Buzzi; 25 anni e 10 mesi per il braccio destro di Carminati, Riccardo Brugia; 21 anni per l’ex amministratore delegato di Ama, Franco Panzironi; 19 anni e 6 mesi per l’ex consigliere del Comune e poi della Regione Luca Gramazio. Varie le accuse formulate: corruzione, estorsione, turbativa d’asta, aggravate dall’“associazione di stampo mafiosa”.
Giustizia/2: tragedia dell’hotel Rigopiano, sei indagati tra cui sindaco di Farindola e presidente Provincia di Pescara
Sei indagati, tra amministratori e funzionari pubblici, dalla Procura di Pescara per la tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), travolto il 18 gennaio da una valanga che travolse la struttura: 29 i morti, 11 i superstiti tra le persone presenti nella struttura alberghiera. Tra gli indagati figurano il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, il direttore dell’albergo Bruno Di Tommaso. Iscritti sul registro degli indagati anche due funzionari della Provincia e uno del comune di Farindola.