Formazione

Missioni: dal Convegno nazionale di Monreale i seminaristi chiedono corsi per salvaguardia del creato e vita pratica

Una maggior aderenza alla vita di tutti i giorni, un’attenzione particolare alla salvaguardia del creato, all’ambiente e al risparmio energetico. Sono alcune delle proposte avanzate dai giovani seminaristi delle diocesi italiane, a Monreale per il 61° Convegno missionario nazionale della Pontificia Unione Missionaria. Per riuscire a stare dentro la realtà ecclesiale senza per questo esser tagliati fuori dal mondo, i giovani propongono ai vescovi integrazioni al curriculum di studi dei futuri sacerdoti: non solo chiedono di introdurre corsi di cucina ed economia domestica ma chiedono di occuparsi di ecologia e tutela del creato. “Secondo me serve un’esperienze di vita in casa, una normalità. Per me è opportuno almeno che i nostri seminari si trasformino in qualcosa di più piccolo, per proporre uno stile di vita meno eremitico”, ha proposto un seminarista da Lucera, spiegando che “vivere in appartamento in sette/otto persone, ad esempio, può essere un’idea”. C’è voglia di imparare anzitutto a gestire se stessi, a fare la spesa, stirarsi le camicie, cucinare e rimanere ancorati alla vita concreta. “Io ho giurato che non avrei più mangiato fette biscottate contenenti olio di palma”, ha affermato padre Alberto Rovelli, dei padri Bianchi, presente al dibattito, nel proporre piccoli gesti concreti di salvaguardia del creato e dei diritti.