Agricoltura
“L’annuncio Donald Trump è atteso dopo che il 2016 è stato l’anno più caldo di sempre sul pianeta con una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani superiore addirittura di 0,94 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo”, così la Coldiretti in una nota stampa commenta le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti sulle novità in arrivo sull’accordo di Parigi, negoziato dal predecessore Barack Obama con l’accordo del 12 dicembre 2015 e ratificato dall’Italia il 26 ottobre 2016. La conferma della tendenza al surriscaldamento del pianeta, con le temperature annuali che hanno fatto segnare per la quinta volta il record nel ventunesimo secolo (2005, 2010, 2014 e 2015), evidenzia che “il primo trimestre del 2017 si classifica al secondo posto tra i più bollenti dal 1880 quando sono iniziate le rilevazioni”. La situazione è difficile anche in Italia “con il 2016 che si è classificato al quarto posto tra gli anni più caldi di sempre con una temperatura che è risultata di 1,24 gradi superiore alla media del periodo di riferimento”. I dati sono frutto di elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr, e confermano dunque anche in Italia la tendenza al surriscaldamento dopo che il 2015 si era posizionato come l’anno più bollente della Storia. “Le bizzarrie del clima provocate dai cambiamenti climatici sono state evidenti in Italia anche nel 2017 – spiega Coldiretti – con l’alternarsi in pochi mesi di maltempo, caldo anomalo, gelate e siccità tanto che dal Piemonte al Veneto è stato chiesto lo stato di calamità per i gravi danni all’agricoltura, che sono molto rilevanti anche nelle regioni del Centro Italia”. L’agricoltura italiana, continua Coldiretti, “negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo”. “L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “Si tratta però di una sfida per tutti – conclude – che può essere vinta solo se si afferma un nuovo modello di sviluppo più attento alla gestione delle risorse naturali nel fare impresa e con stili di vita più attenti all’ambiente nei consumi, a partire dalla tavola”.