#Ac150
“Tutti i bambini che nascono e vanno a scuola in Italia sono italiani, anche se i loro genitori sono stranieri. Questo deve essere riconosciuto. Così ameranno di più la terra dove sono nati”. Sono le prime parole del manifesto “Bambini d’Italia” che il Sermig e il suo fondatore, Ernesto Olivero, hanno elaborato in attesa di una più articolata dichiarazione legislativa. Ma questo manifesto non ha per promotori gli adulti e si conclude con un appello: “Cominciamo dai bambini perché si sentano fratelli e sorelle d’Italia”. “Invito che è stato raccolto – spiega don Marco Ghiazza, assistente dell’Azione cattolica ragazzi – anche dai bambini e dai ragazzi che, a nome di tutti gli acierrini d’Italia, stanno partecipando alla XVI Assemblea nazionale in corso a Roma” e che questa mattina sono in piazza San Pietro assieme a tutta l’Ac che incontra Papa Francesco. “Un appello che nasce dall’esperienza di molti di loro: a scuola, tra gli amici, nello sport i più piccoli sono esperti di integrazione, di confronto, di dialogo”. Questo desiderio dei piccoli, dopo aver ricevuto la sottoscrizione di Papa Francesco, ha trovato ieri “un destinatario d’eccezione: insieme ai bambini e ai ragazzi del Sermig, una delegazione dell’Acr, composta da un rappresentante per ogni regione italiana, ha incontrato nel pomeriggio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.
Nel corso dell’appuntamento, racconta ancora don Ghiazza, “c’è stato spazio per la spontaneità di un abbraccio e per l’ascolto della voce e dell’esperienza dei piccoli, fino al canto dell’inno nazionale sgorgato dalla voce di circa cento ragazzi, distinti per i tratti del volto e per il colore della pelle, ma sinceramente uniti nel sentirsi, anche se la legge non lo prevede per ora, pienamente e sinceramente italiani”. “I bambini e i ragazzi dell’Azione cattolica, anche grazie alla possibilità di promuovere la campagna Bambini d’Italia, sono impegnati in questa direzione per vivere insieme ai giovani e agli adulti un’Ac ‘in uscita’, capace di alleanze, fermento di comunione”.