Avvenire

Pace: don Sacco (Pax Christi), “disarmare politica, economia, società e Chiesa”

“Il rischio è che, nonostante l’impegno di Papa Francesco, resista ancora tra di noi la visione della ‘guerra giusta’ e non sia ancora abbastanza alto il livello di indignazione contro le armi”. È la preoccupazione espressa da don Renato Sacco, coordinatore nazionale Pax Christi, in un’intervista pubblicata oggi da “Avvenire”. Il movimento, attivo in Italia fin dal 1954, sta vivendo in questi giorni, a Sacrofano, il Congresso nazionale che si concluderà domani con la proclamazione degli eletti per il rinnovato Consiglio nazionale. “Papa Francesco – sottolinea don Sacco – dal Cairo ha appena ribadito che ‘oggi c’è bisogno di costruttori di pace, non di provocatori di conflitti; di pompieri e non di incendiari; di predicatori di riconciliazione e non di banditori di distruzione’”. Per questo è innanzitutto necessario disarmare la politica, “perché la nonviolenza è arte politica e scienza della pace”. Secondo don Sacco serve anche disarmare l’economia “contro la dittatura della finanza speculativa”. Inoltre, bisogna disarmare la società “attuando buone pratiche per l’accoglienza dei profughi, ‘bancarotta’ dell’umanità”. Vanno poi disarmate la cultura e la vita quotidiana “per educare alla pace nonviolenta in famiglia, nella scuola e nella società, superando pregiudizi e violenze domestiche”. Infine, osserva don Sacco, bisogna disarmare anche la Chiesa e le teologie “per elaborare una teologia nonviolenta”. “Non abbiamo la presunzione di fornire soluzioni – rileva il coordinatore – ma vogliamo interrogarci e rafforzare il nostro impegno”.