Accoglienza profughi
(Strasburgo) La risoluzione sui migranti spacca in due il Parlamento europeo. Il testo approvato oggi a Strasburgo, in plenaria, chiede “misure multilaterali per controllare il numero, senza precedenti, di migranti” in movimento in tutto il mondo e per far cessare le morti nel Mediterraneo. La risoluzione – approvata con 333 voti favorevoli, 310 no, e 46 astensioni – chiede un “regime di governance multilaterale” per la migrazione internazionale, “fondato sulla cooperazione”; una più stretta cooperazione tra l’Ue, gli organismi specializzati delle Nazioni Unite, le banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni regionali; la creazione di “una vera e propria politica comune europea in materia di migrazione incentrata sui diritti umani e basata sul principio di solidarietà tra gli Stati membri”. Agustín Díaz de Mera, eurodeputato spagnolo del Ppe, correlatore del provvedimento, ha affermato: “Il sistema di aiuti umanitari è completamente sorpassato e, quindi, abbiamo bisogno di un approccio più olistico e duraturo, con legami più stretti tra sfera umanitaria da un lato e lo sviluppo dall’altro”. Elena Valenciano, eurodeputata spagnola dei Socialisti e democratici, correlatrice, ha invece dichiarato: “Non dovremmo parlare di una crisi migratoria, ma piuttosto di una crisi della solidarietà all’interno dell’Ue”.
Un intervento che si ricollega al richiamo giunto oggi dalla Commissione europea all’Austria, che aveva rifiutato di partecipare al piano europeo dei ricollocamenti. Jean-Claude Juncker ha infatti inviato una lettera al cancelliere di Vienna, Christian Kern, affermando: “Confido che l’Austria adempia agli obblighi di legge” circa il ricollocamento dei richiedenti asilo da Italia e Grecia. L’Esecutivo è pronto “a discutere come assistere le autorità austriache, affinché adempiano gradualmente ai loro obblighi”, senza trascurare “la solidarietà che l’Austria ha dimostrato in passato”.