Riepilogo

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Siria, armi chimiche: braccio di ferro all’Onu. Austria accoglierà profughi dall’Italia

Italia: senatore Torrisi alla presidenza della commissione Affari costituzionali. Traballa la maggioranza

“Le modalità della elezione del senatore Torrisi, espressione in larga misura del voto delle opposizioni, ci inducono a chiedere all’interessato la rinuncia all’incarico. L’elezione di Torrisi a presidente della commissione Affari costituzionali è senz’altro un segno di stima da parte dei colleghi per il lavoro svolto in questi anni. A questa elezione, però, noi di Alternativa popolare non abbiamo contribuito perché leali agli accordi di maggioranza cui abbiamo sempre corrisposto”. Sulla votazione che ha portato il senatore Torrisi alla presidenza della commissione che si occupa, fra l’altro, di legge elettorale, interviene il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, per evitare una crisi della maggioranza di governo. Il caso si era manifestato ieri, quando, con il voto delle opposizioni e di alcuni franchi tiratori, Salvatore Torrisi aveva ricevuto 16 voti rispetto agli 11 del candidato del Pd, e della maggioranza, Giorgio Pagliari. Le polemiche seguite per tutta la giornata avevano coinvolto persino il premier, Paolo Gentiloni. La commissione sarà chiamata a rivedere la legge elettorale e dunque il ruolo del presidente è ritenuto fondamentale. Tanto che Gentiloni, ricevuti i vertici del Pd, ha dichiarato di condividere le preoccupazioni espresse, “assicurando da parte sua l’impegno per contribuire al rafforzamento della coesione della maggioranza”.

Siria: sdegno in tutto il mondo per la strage con armi chimiche a Idlib. Scontro tra Usa e Russia all’Onu

I morti per l’attacco di martedì, molto probabilmente con armi chimiche, nella provincia siriana di Idlib, sono saliti a 86, fra cui 20 bambini e 30 donne. Il caso divide la comunità internazionale e ha suscitato lo sdegno di quasi tutti i Paesi del mondo. Gli Stati Uniti hanno presentato una blanda bozza di risoluzione al Consiglio di sicurezza Onu in cui si chiede al governo di Assad di collaborare nell’inchiesta su quanto accaduto, ma il governo russo l’ha subito bloccata, sostenendo che l’attacco chimico a Idlib si deve alle forze ribelli e antigovernative. “Gli Usa hanno presentato una risoluzione basandosi su rapporti falsi”, ha dichiarato una portavoce del ministero degli Esteri di Mosca. La Russia – è questa la posizione ufficiale – “ha condannato l’uso di armi chimiche in ogni circostanza e affermato che gli autori devono essere ritenuti responsabili”; ma in questo caso il colpevole non sarebbe l’esercito di Assad, alleato di Mosca. Non la pensa così il presidente statunitense Donald Trump che ha parlato di “un’azione orribile, un terribile affronto all’umanità”. L’ambasciatrice americana Nikki Haley ha specificato al Palazzo di Vetro: “Quando l’Onu non riesce a portare avanti il suo dovere di agire collettivamente, ci sono momenti in cui gli Stati sono costretti ad agire per conto proprio. E noi potremmo farlo”. Una posizione nuova, quella di Washington, rispetto alle dichiarazioni isolazioniste dei primi giorni di Trump: il caso-Siria, così come i missili coreani, stanno delineando una nuova strategia americana. Peraltro proprio ieri Steve Bannon, ritenuto un “falco” dell’entourage di Trump, per decisione del Presidente è stato rimosso dal Consiglio nazionale per la sicurezza.

Austria: svolta del governo dopo il richiamo Ue. “Pronti ad accogliere profughi da Italia e Grecia”

Dopo la lettera di richiamo all’Austria sull’accoglienza dei profughi, inviata ieri dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che invitava Vienna a fare la sua parte, il ministro degli interni austriaco Wolfgang Sobotka ha affermato che il suo Paese avvierà il programma di ricollocamento di 1.900 profughi provenienti da Italia e Grecia. “Siamo giuridicamente vincolati a rispettare l’accordo europeo e lo faremo”: questa la nuova posizione del governo, benché Sobotka si sia detto personalmente contrario all’obbligo di ricevere rifugiati da altri Stati. Nella sua missiva, Juncker aveva scritto: “Confido che l’Austria adempia agli obblighi di legge e inizi con la ridistribuzione dei richiedenti asilo dall’Italia e dalla Grecia”. “La Commissione è pronta a discutere come assistere le autorità austriache, affinché adempiano gradualmente ai loro obblighi. Naturalmente terremo conto della solidarietà che l’Austria ha dimostrato in passato”.

Germania: matrimoni vietati sotto 18 anni. “I ragazzi devono andare a scuola non all’altare”

La Germania approva un disegno di legge in risposta alle numerose unioni tra adolescenti, principalmente musulmani, registrati tra gli immigrati. In precedenza era consentito sposarsi a partire dai 16 anni con il benestare del tribunale; ora Berlino dice stop alle “spose bambine”, concesse in spose a uomini più avanti di età. Il ministro della Giustizia, Heiko Maas, ha dichiarato in proposito: “I bambini non devono andare all’altare, ma a scuola. Non dobbiamo tollerare sposi bambini perché queste pratiche possono danneggiare lo sviluppo personale dei minori”. La nuova sarà estesa ai matrimoni contratti all’estero, che saranno considerati nulli.

Cecenia: “Novaya Gazeta” denuncia, “persone omosessuali incarcerate e torturate”. Consiglio d’Europa indaga

Si estende, sulla stampa internazionale, il caso delle discriminazioni attuate in Cecenia verso le persone omosessuali. La denuncia era partita dalla testata “Novaya Gazeta”: sarebbero già cento gli uomini scomparsi – non si sa se detenuti o uccisi – perché accusati di essere gay. Un’inchiesta giornalistica parla di detenzioni illegali e torture in un carcere non lontano da Grozny, capitale del Paese. Il presidente della repubblica caucasica, Ramzan Kadyrov, parla però di “false accuse”, mentre un portavoce governativo aggiunge che “non si possono perseguitare coloro che semplicemente non ci sono in Cecenia”. Sul caso il Consiglio d’Europa intende aprire un’indagine per violazione dei diritti umani.

Islanda: il parlamento esamina la legge per parificare gli stipendi tra uomini e donne

Prosegue l’esame, al parlamento islandese, della legge che ha per obiettivo la piena parità salariale tra uomini e donne: sarebbe la prima al mondo. Il provvedimento per ora si estenderebbe alle aziende con più di 25 dipendenti. Il disegno di legge prevede multe e altre sanzioni per le imprese che non rispettano la normativa nazionale. Attualmente in Islanda il divario salariale medio tra i due sessi raggiunge, stando ai dati resi noti dal governo, il 17%; un dato uguale a quello medio registrato nell’Unione europea.