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Dopo di noi: diocesi di Monreale, esperienze di integrazione di persone disabili in bene confiscato alla mafia

(Bologna) Costruire l’inclusione su un terreno confiscato alla mafia. È il percorso avviato nella diocesi di Monreale con una cooperativa di lavoratori, tra cui alcune persone disabili, costituita per favorire l’autonomia e dare risposte concrete alle famiglie. Se ne è parlato oggi al seminario sul “Dopo di noi” a Bologna. Occorre che “non si perda mai di vista la dignità della persona”, serve una “collaborazione seria tra tutte le realtà esistenti” per non dispendere denaro e opportunità, ha detto don Francesco Lo Bianco, referente per la catechesi delle persone disabili in Sicilia. Nella diocesi di Monreale la Pastorale della salute ha un dipartimento specifico dedicato all’autismo con l’obiettivo di formare professionalità specifiche per una presa in carico globale, e di condividere la responsabilità sul progetto di vita volto al benessere della persona disabile. Se scuola e comunità cristiana sono ben presenti nella fascia infantile, hanno osservato gli operatori, “gli adulti non hanno niente e le famiglie si scoprono impotenti e fragili. Occorre dare risposta a questo bisogno”.