Vita

Salute: don Arice (Cei), “affrontare la sfida della concretezza e dell’accompagnamento”

(Bologna) “La pastorale della salute riparte da Bologna facendo proprie le sfide, che sono occasioni, davanti a noi: la crisi antropologica e il saper declinare un nuovo umanesimo integrale. Riparte con la sfida della concretezza e dell’accompagnamento”. Lo ha affermato questa mattina don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, chiudendo, a Bologna, il XIX Convegno nazionale dei direttori degli uffici diocesani e degli operatori di pastorale della salute. Don Arice ha provato a ricomporre il “mosaico terapeutico che abbiamo costruito in questi giorni” spiegando che “la parola concretezza è quella che è maggiormente venuta fuori e che ci chiede di accompagnare l’annuncio con segni e fatti”. “Concretezza – ha aggiunto – vuol dire anche attenzione alle proposte politiche, alle politiche sanitarie, ai temi etici sensibili”. “Ma per essere concreti – ha ammonito – bisogna stare, cioè abitare i luoghi di cura e la comunione con le persone malate e sofferenti”. “Anche perché la risposta non nasce a tavolino, ma dall’incontro, dalla situazione”. Don Arice ha invitato a “non dimenticare l’obiettivo, perché dice la direzione: l’obiettivo è quello di portare ogni persona all’incontro con Cristo”. Si tratta di farlo traendo “innanzitutto le indicazioni da Papa Francesco che ci invita ad una grande concretezza”. E, poi, su quelle “dei nostri vescovi perché la pastorale della saluta non sia solo per, non solo con, ma degli ammalati. Perché si sentano membra vive, protagonisti”. Don Arice ha indicato come serva una “concretezza animata dallo Spirito”. Un’azione “che si traduce in fatti”. “Ho molto paura di una pastorale della salute che sia solo accademica”, ha proseguito, ricordando l’attivazione “a livello nazionale dei tre osservatori-tavoli su anziani e malattie neurodegenerative, sulla sanità cattolica e sulla salute mentale e nuove dipendenze”. Osservatori per vedere, giudicare e quindi agire.