Pastorale
(Bologna) – “Dove la vita è vulnerata dobbiamo proteggerla e curarla. Gli strumenti possono cambiare ma lo spirito deve restare quello del Samaritano”. Lo ha affermato questa mattina padre Leocir Pessini, superiore generale dell’Ordine dei ministri degli infermi (Camilliani) intervenendo al XIX Convegno nazionale dei direttori degli uffici diocesani e degli operatori di pastorale della salute in corso a Bologna. “Siamo discepoli missionari per promuovere, difendere curare e celebrare la vita”, ha osservato padre Pessini, sottolineando che questo impegno “si concretizza in tre dimensioni: solidale, che è quella del buon Samaritano; comunitaria, per favorire la promozione e l’educazione sanitaria ponendo accento sulla sanità pubblica; e politico-istituzionale, per vegliare che gli organismi e le istituzioni tengano presente la propria missione sociale, politica, etica, bioetica e comunitaria”. “Questo è il nuovo paradigma per una nuova evangelizzazione nel mondo della salute”, ha aggiunto il superiore generale dei Camilliani, evidenziando che “queste tre dimensioni vanno integrate”. “La salute – ha aggiunto – in alcune parti del mondo, come in America Latina, è un diritto virtuale, non reale”. Anche perché oggi, “la salute nella concretezza della vita è un commercio”, ha proseguito, sottolineando la necessità di “alzare la voce e gridare per questo benedetto diritto alla salute”. Padre Pessini ha parlato anche della corruzione “che nel mondo della salute significa sempre meno risorse”.