Accoglienza rifugiati

Germania: polemiche per l’arresto di una famiglia copta egiziana ospitata in una chiesa evangelica

Proseguono le polemiche e le critiche da parte delle Chiese cattolica ed evangelica in Germania per le azioni di espulsione e deportazione forzata di rifugiati accolti nei cosiddetti “santuari”, ovvero chiese dove trovano rifugio e protezione in attesa della regolarizzazione e accettazione della domanda d’asilo. In Renania Palatinato, a Ludwigshafen, un’operazione di polizia ha portato martedì scorso allo sgombero e messa in stato di arresto di una famiglia di rifugiati cristiani copti egiziani, che erano ospitati nel “santuario” della Missione cittadina della Chiesa evangelica. Le critiche giungono da più parti, mettendo in risalto soprattutto la sproporzione dell’azione di polizia, che ha portato fuori con la forza la famiglia copta dalle strutture di accoglienza. Il Commissario per l’integrazione della Chiesa evangelica del Land Renania- Palatinato, Reinhard Schott, ha criticato la “deportazione” in quanto “l’accoglienza in chiesa è stata concesso alla famiglia, per attendere la verifica dell’autenticità dei documenti durante questo periodo. Le autorità non erano disposte ad aspettare per questo processo di ispezione, anche se lo Stato non sostiene spese per l’alloggio e le necessità dei rifugiati”.
Secondo Schott “questo sgombero della chiesa con tutto il dispiegamento di forze è costato allo stato molto più denaro. È una cosa decisamente senza senso”. Il responsabile federale delle politiche religiose del Partito dei Verdi, Volker Beck, ha ricordato che “il santuario è parte della storia culturale cristiana occidentale. La protezione di estranei in uno spazio sacro ha una lunga tradizione”.