Politica

Brexit: Juncker, “negoziati nelle mani degli avvocati divorzisti”. Verhofstadt, “per Ue tempo di cambiare e andare avanti”

(Strasburgo) “Il negoziato per il Brexit mostrerà il meglio dell’Ue, la nostra unione di intenti e la solidarietà” per “proteggere i diritti dei cittadini Ue che vivono nel Regno Unito” e per garantire quelli dei cittadini britannici che vivono in Europa. Ne è convinto Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, che oggi si trova a Strasburgo per un confronto con gli eurodeputati sul Brexit. Tusk ribadisce gli esiti del Consiglio europeo del 29 aprile: garantire i diritti dei cittadini Ue e gli interessi comunitari; risolvere prima le condizioni del “divorzio” da Londra per poi pensare ai rapporti tra Ue e Regno Unito; dopo il Brexit l’isola sarà considerata un Paese terzo con cui stringere stretti rapporti di amicizia e di collaborazione sotto diversi profili (politici, economici, di sicurezza e difesa…). Sulla stessa linea il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker: “Il negoziato è ora nelle mani dei nostri avvocati divorzisti. Ma il Brexit non può assorbire tutte le nostre energie” e passa quindi a elencare le urgenze su cui l’Unione deve concentrarsi per il proprio futuro. In emiciclo e fuori dall’aula i pareri sono più o meno gli stessi, fatte salve le posizioni dei britannici e di alcune frange nazionaliste del Parlamento. Guy Verhofstadt, che segue il Brexit per conto del Parlamento europeo, dice: “Il Brexit ha inviato un messaggio forte all’Europa e ha spaventato molti cittadini. I populisti perdono le elezioni. Questo è un messaggio all’Ue: è tempo di riformarsi e di guardare avanti”.