Migrazioni
“La nostra presenza in mare, come quella di altre Ong, è il risultato del fallimento dell’Europa e dei suoi Stati membri nel gestire in maniera umana ed efficace i flussi migratori”: lo ha ribadito oggi Gabriele Eminente, direttore generale di Medici senza frontiere, durante l’audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza (link al video), sempre in merito alle attività d ricerca e soccorso in mare (due settimane fa erano stati ascoltati dalla Commissione Difesa del Senato). “Da quando abbiamo cominciato ad aprile 2015 ci siamo presi cura di più di 60.000 persone, in circa 300 operazioni di soccorso – ha detto Eminente -. Una donna su 10 fra quelle che abbiamo soccorso era incinta, purtroppo molto spesso a causa di stupri. I nostri medici hanno curato disidratazione, ipotermia, gravi ustioni chimiche, nonché le conseguenze di torture e maltrattamenti. Siamo orgogliosi di avere salvato e poi curato queste persone”.Msf ha denunciato “l’escalation di avvelenamento del clima” da ormai 5 mesi, che hanno portato a diverse manifestazioni ostili, a Roma, Prato e a Catania, prima dell’attracco della loro nave Aquarius. “Oggi chi fa ricerca e soccorso in mare – e ancora di più le persone soccorse – rischia di trovarsi circondato da una ostilità che, per il Paese che ha preso l’iniziativa di lanciare Mare Nostrum, rappresenta un enorme passo indietro”. Tutto ciò, secondo Msf, “è il risultato delle politiche mediatiche inaccettabili e delle speculazioni che ci troviamo a fronteggiare, con le altre Ong”.
Msf avverte le istituzioni delle “conseguenze umanitarie” che derivano dall’assenza di corridoi umanitari, visto che “le attuali restrizioni di accesso legale ancora oggi rendono praticamente impossibile chiedere protezione internazionale in Europa e costringono chi fugge ad affidarsi a trafficanti senza scrupoli”. Msf ricorda che nel 2016 è morta in mare una persona ogni 2 ore e che dall’inizio del 2017 ad oggi le vittime sono state almeno 1.200: “Come organizzazione medico umanitaria non possiamo far finta di non vedere”. Auspica perciò “un reale cambio di prospettiva” che rimetta al centro “ciò che realmente serve”: “Canali legali e sicuri come via maestra per regolare le partenze e combattere i trafficanti, meccanismo dedicato di ricerca e soccorso per ridurre le morti in mare, riforma del regolamento di Dublino per coinvolgere l’Europa in un’accoglienza degna”.