Salute

Vaccini a scuola: Fism, “il problema non è l’obbligatorietà” ma “l’interdipendenza tra lo star bene del singolo e degli altri”

Rispetto alle vaccinazioni, “il problema non si risolve con l’obbligatorietà, pur necessaria, ma interrogandosi sulle ragioni che sottendono la prescrizione normativa che deve perseguire l’obiettivo della tutela del singolo e della comunità sociale – nel nostro caso comunità educativa – della quale la scuola dell’infanzia costituisce una vera e prima ‘porta’”. È quanto si legge in una nota diffusa oggi dalla segreteria nazionale della Fism, la Federazione italiana scuole materne. Rilevando che “come spesso accade, anche stavolta è scoppiata una querelle che ha assunto i caratteri di scontro mediatico e politico, bypassando la serietà dell’argomento”, la Fism osserva che “si è affrontato il problema nella sua valenza sanitaria, importante, ma certamente non esaustiva”. Infatti, prosegue la nota, “ci troviamo di fronte a una deriva che segnala un vero e proprio cedimento del ‘pavimento etico’”. “L’approccio – evidenza la Fism – si riduce ad una lettura privatistica: io mi occupo di me e decido su mio figlio, che è mio e basta; decido io se vaccinarlo o meno. La dimensione comunitaria, relazionale e civico-sociale sembra non esistere”. Invece, “il ‘pavimento etico’ costituisce la base, il fondamento” attraverso il quale “riconosciamo specularmente i nostri comuni diritti e doveri”. Secondo la Fism, “questo approccio determina una sorta di ‘tumulto etico’ di mobilitazione delle nostre risorse umane più vere per passare dall’ossessione mortifera dell’‘io’ a quella salutare del ‘noi’”. “Scopriamo così l’interdipendenza tra il mio star bene e lo star bene degli altri, come d’altra parte lo star male, anch’esso circolare e ‘relazionale’” perché “il bene di tutti è il bene di ciascuno”.