Accoglienza

Migrazioni: mons. Galantino, “non possiamo più permetterci il processo di banalizzazione”

Rispetto al tema delle migrazioni, siamo di fronte ad “un processo di ‘banalizzazione’ che non possiamo più permetterci. Mi riferisco a parole molto utilizzate nel gergo comune delle migrazioni: risorsa e clandestino. Evidentemente ognuna delle due è diventata bandiera di chi ha deciso di assumere un certa posizione rispetto al fenomeno migratorio”. Lo ha affermato mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo a “#PortidiTerra”, il festival dell’accoglienza promosso dalla Caritas di Benevento. “Dietro l’utilizzo di questi termini c’è un agire che a tratti appare inutilmente fazioso, incapace di guardare il tempo passato e quello che abbiamo di fronte”, ha osservato Galantino, aggiungendo che “purtroppo questa ‘semplificazione’ caratterizza anche l’attuale dibattito sul tema dell’accoglienza e dei salvataggi in mare”. Per il segretario della Cei, “le attività giudiziarie che hanno interessato alcune cooperative di gestione (peraltro recentemente con il coinvolgimento di una parte della Chiesa locale) sono un segnale preciso circa l’inadeguatezza del sistema di accoglienza che, preso dall’affannosa ricerca di trovare posti, non si occupa invece di monitorarne la qualità, verificando innanzitutto chi può misurarsi con questo difficile compito e chi, invece, è bene che stia lontano dalla gestione di fondi pubblici e comunitari”. Però, ha aggiunto, “è necessario ricordare che i circa 180mila posti in accoglienza oggi vedono la stragrande maggioranza delle realtà operare con correttezza e lealtà nei confronti delle istituzioni, all’interno di un sistema farraginoso che cerca faticosamente di trovare una sua identità”.