Nomine
“Accolgo questa chiamata del Signore e della Chiesa con umiltà profonda e sincera, consapevole dei miei peccati e dei miei limiti, e mi metto nelle sue mani. Solo il suo amore fedele e il suo perdono, sempre generoso, sono il motivo per cui si può dire di sì e conservare la fiducia, nonostante tutto, nonostante se stessi”. Sono le prime parole di mons. Angelo De Donatis, dopo la nomina del Santo Padre a cardinale vicario della diocesi di Roma. “So che mi è chiesto (ancora di più) di essere padre. Chiedo a Dio il dono di esserlo sempre, di esserlo con tutti. Il mio servizio sarà annunciare la Misericordia di Dio – ha proseguito -, con la parola e con la vita. È la Misericordia la Pentecoste dei nostri giorni, la nuova e perenne Effusione dello Spirito Santo! Ritengo di non sapere altro che ‘Cristo e questi crocifisso’, sacramento della Misericordia di Dio per tutti”. Mons. De Donatis si è detto chiamato “in particolare a custodire e promuovere la comunione ecclesiale. Questa comunione è il frutto più bello della misericordia. Possiamo riscoprirci figli amati da sempre da Dio, fratelli che hanno in comune l’esperienza della debolezza e della Grazia. Siamo e saremo sempre dei misericordiati! È questa la sorgente della nostra gioia, della dolce gioia di stare insieme e di evangelizzare!”. “Un biglietto che recentemente ho ricevuto, esattamente per la Pasqua di quest’anno – ha concluso -, mi ricordava che per un vescovo due sono le cose da tenere bene a mente: l’autorevolezza consiste nell’amore, la forza di persuasione nel martirio”. L’arcivescovo ha quindi concluso il suo intervento invitando tutti i presenti a recitare insieme a lui una preghiera mariana scritta da don Andrea Santoro, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma ucciso nel 2006 in Turchia.