Visita pastorale

Papa a Genova: Ercolani (Compagnia di Misericordia), “bellissima occasione il pranzo con detenuti, giovani richiedenti asilo, persone senza dimora e poveri”

“Una bellissima occasione, all’interno della visita del Santo Padre, sarà quella di riunire al pranzo del santuario della Guardia in un unico banchetto, sotto lo sguardo di Papa Francesco e del cardinale arcivescovo, alcuni detenuti provenienti dalle due carceri genovesi insieme ad alcuni giovani richiedenti asilo, oltre a persone senza dimora o, semplicemente, poveri”. È quanto afferma Cristina Ercolani, della Veneranda Compagnia di Misericordia e componente del Comitato organizzatore per la visita del Papa a Genova, in un intervento pubblicato nello speciale del settimanale diocesano “Il Cittadino” in occasione della visita del Santo Padre nel capoluogo ligure. Ercolani ricorda che i volontari della Misericordia sono presenti sia nell’Istituto detentivo di Marassi che nella Casa Circondariale di Pontedecimo proseguendo “un impegno ininterrotto di quasi sei secoli a favore dei carcerati”. Oltre all’aiuto in carcere, si preoccupa dell’accoglienza di donne in misura di detenzione alternativa e di ex detenuti in diverse Case. Ercolani parla poi di “un’altra bella pagina di presenza evangelica” costituita dalla Pastorale dei migranti, diretta da don Giacomo Martino. “La diocesi, in accordo con le Istituzioni, ha cercato di dare risposta – con tanti risultati positivi – ai flussi migratori attraverso luoghi di accoglienza, piccoli appartamenti o inserimenti nelle parrocchie per questi, spesso giovani, richiedenti asilo”. “Attualmente – prosegue – Migrantes gestisce 350 richiedenti asilo collocati in diversi centri; recentemente il Comune di Genova ha affidato in comodato alla diocesi la struttura dell’ex ospedale San Raffaele di Coronata, dove sono ospitate circa 80 persone. I restanti vivono in alcune strutture delle parrocchie e della città: Casa del Campo, Casa San Francesco da Paola, Casa Camogli, Villa Ines”. Sono stati attivati nel Campus di Coronata lezioni di italiano, educazione civica e domestica oltre a corsi professionali realizzati mediante la collaborazione di aziende, professionisti e artigiani. “In tanti modi – ospitalità, lavoro, assistenza, integrazione, cultura, e, non ultimo, evangelizzazione – la diocesi – conclude Ercolani – accoglie e insegna a chi viene da lontano ad amare la nuova patria e ai detenuti offre piccole forme di speranza concreta per ricominciare la vita”.