Convegno Scienza & Vita

Sofferenza: Virgili (biblista), è anche “un linguaggio estremo per dire l’amore”

La sofferenza è anche “un linguaggio estremo per dire l’amore”. Così Rosanna Virgili, teologa biblista (Istituto teologico marchigiano), ha concluso il suo intervento alla tavola rotonda su persona malata e dolore che si sta svolgendo nell’ambito del convegno nazionale di Scienza & Vita in corso da questo pomeriggio a Roma. “Il dolore – ha esordito Virgili richiamando il libro del Genesi nel suo intervento intitolato ‘Il senso del dolore e della sofferenza, alla luce della Rivelazione’ – nasce da una frattura della comunione iniziale tra la creatura e il suo Creatore. All’inizio non era il dolore, né la sofferenza. Nel Paradiso terrestre Dio aveva creato solo la gioia, la dolcezza, la meraviglia della parola dialogante tra Sé e la creatura umana”. Il dolore, ha precisato la biblista, nasce con il parto, e quindi con la nascita di ogni uomo, dopo il peccato originale. “Ma molti uomini giusti continuarono a chiedersi il perché della sofferenza, alzando la loro querela verso il Dio dell’Alleanza”. In particolare il perché del “dolore innocente”. Di qui il richiamo a Giobbe: “Eppure è proprio attraverso un dolore che è anche solitudine, isolamento, che Giobbe conosce Dio”. La risposta la dà Dio stesso “nella persona del figlio, facendosi carne e assumendo il dolore dell’uomo”, facendosi “grido nell’ultimo respiro di Gesù sulla croce. Un urlo verso il cielo e una denuncia verso la terra, che aveva voluto quell’ingiustizia”.