Visita pastorale
“L’incontro col Padre e l’incontro con le persone”: questi, secondo Francesco, i due “criteri” da seguire per la vita consacrata. “Sempre la gente stanca”, ma bisogna “lasciarsi stancare dalla gente, non difendere troppo la propria tranquillità”, la ricetta del Papa durante il discorso a braccio con il clero in cattedrale a Genova. “Incontrare la gente è una croce”, ma è l’unico antidoto contro l’autoreferenzialità. “Quando un sacerdote parla troppo di se stesso, delle cose che fa è uno dei segni che non va bene”, ha ammonito il Papa: “È autoreferenziale. È segno che quell’uomo non è un uomo d’incontro, al massimo è uomo dello specchio, gli piace rispecchiare se stesso. Ha bisogno di riempire il vuoto del cuore parlando di se stesso”. “Sei stanco? Vai avanti. Quella stanchezza è santità”, l’invito del Papa sulla scorta di san Luigi Orione, che descriveva il prete “sfatto” alla fine della giornata: “Sempre ci sia la preghiera, al contrario potrebbe essere stanchezza di autoreferenzialità”, ha precisato. “Sono uomo di tabernacolo, sono uomo di strada, sono uomo di orecchio che sa ascoltare, mi lascio stancare dalla gente?”, gli interrogativi consegnati ai religiosi: “Questo era Gesù. Non ci sono formule. Gesù aveva una chiara coscienza che la sua vita era per gli altri, per il Padre e per la gente, non per se stesso: si dava, si dava. La sua vita l’ha vissuta in chiave di missione”.