Crisi
“Questo lungo conflitto sta causando ferite che saranno difficili da guarire”. È quanto affermano i Missionari Redentoristi, membri della Conferenza dell’America Latina e dei Caraibi (Celam), riuniti a Marianella, in Colombia, intervenendo sulla situazione in Venezuela. “Non possiamo chiudere gli occhi a ciò che sta accadendo”, si legge in una nota. “Vediamo con dolore la sofferenza di tanti fratelli a causa della smisurata violenza da parte del governo. Siamo preoccupati per le misure estreme di pressione sociale su molte persone che mettono a repentaglio la propria integrità e la propria vita”. “Cari fratelli: non siamo indifferenti alla vostra sofferenza”, proseguono i Redentoristi del Celam, rilevando che “la nostra vocazione profetica ci porta a denunciare l’intolleranza, l’uso della violenza, lo scontro tra fratelli, l’imposizione con la forza, la paura, le persecuzioni e gli arresti: contrari alla dignità di ogni persona e l’esercizio dei diritti fondamentali”. “Questa spirale di violenza fa crescere il dolore e la sofferenza di questo popolo e non contribuisce alla soluzione di qualsiasi problema”, aggiungono, osservando che “essa costituisce anche un grave attentato alla vita, dono sacro di Dio”. “Facciamo un appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, ad essere costruttori della vita e della speranza, a lavorare insieme per costruire un Paese dove venga promossa la vera pace con la giustizia sociale”, continua la nota. “A coloro che governano, ricordiamo che nessuno ha il diritto di arrogarsi tutti i poteri”, ammoniscono i Redentoristi, auspicando che “il Dio della vita e della storia, illumini i responsabili politici, sociali e civili ad avere il coraggio d’abbandonare gli interessi meschini, ideologizzati, di partito o di gruppo nella ricerca di soluzioni concrete, inclusivi e urgenti, per ridare a tutti la speranza che un altro Paese è possibile”.