Memoria

Austria: anniversario liberazione Mauthausen. Mons. Scheuer (Linz), “vigilare contro la disumanità e l’indifferenza di oggi”

Tra il 5 ed il 7 maggio del 1945 vennero liberati i prigionieri del campo di sterminio di Mauthausen e dei 49 campi satelliti. Il 90 per cento dei prigionieri non era germanico: motivo per il quale anche la 72ª commemorazione della liberazione, celebrata ieri, ha visto la partecipazione di oltre settemila persone da Austria, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi dell’ex Jugoslavia, Italia e Francia. “La memoria dei crimini del nazionalsocialismo invita a vigilare contro la disumanità e l’indifferenza di oggi”, ha detto durante la preghiera ecumenica il vescovo di Linz, mons. Manfred Scheuer, che, invitando a guardare all’insegnamento della Storia, ha ammonito a non abbassare la guardia. Per il vescovo, “solo coloro che possono raccontare la propria sofferenza dell’anima e che la vedono riconosciuta dagli altri, possono essere riconciliati con se stessi e con gli altri”. La solidarietà internazionale tra i detenuti era stata molto importante, ha sottolineato Scheuer, e ci furono forme di cooperazione e di resistenza alle Ss nonostante la costante minaccia di morte. Un grande ruolo lo ebbe un sacerdote diocesano di Linz, Johann “Papà” Gruber, per il quale nel 1987 è stato avviato l’iter per il processo di beatificazione. Gruber aveva gestito, prima di essere internato e poi da Mauthausen, un’organizzazione di mutuo soccorso e informazione, distribuendo pasti e vestiti di nascosto. La “zuppa Gruber” salvò tanti prigionieri, sino al suo martirio, dopo giorni di orrende e interminabili torture, il 7 aprile 1944, Venerdì Santo.