Libro
“I fondatori della Comunità europea sono stati accompagnati da una straordinaria onda di laici convinti di dedicare le energie al bene comune”. Lo ha detto padre Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di scienze storiche, in occasione della presentazione del volume “Un’Europa vaticana? Dal Piano Marshall ai Trattati di Roma” di Philippe Chenaux, in corso a Roma presso la sede della Fondazione con il Sud. “Scorrendo queste pagine – ha aggiunto riferendosi al libro – si legge la risonanza di Pio XII durante la guerra, un influsso su tutte le élite intellettuali”. “Altro elemento che mi ha colpito – ha proseguito – è l’idea secondo la quale esiste una dimensione spirituale dell’Europa. A differenza dell’America e dell’Africa che sono continenti delimitati l’Europa non lo è, vista la continuità con l’Asia. Ma anche a costo di sembrare politicamente scorretto, l’Europa – ha osservato – è la parte evangelizzata del continente euroasiatico”. Riguardo al ruolo del cristianesimo nel cammino europeo, il presidente ha aggiunto che proprio questo “appare il più potente ausilio dopo la seconda guerra per l’unione delle divergenze. Pio XII rammenta, nel 1950, due doveri: la presenza nei confronti del pensiero contemporaneo e il servizio della Chiesa, insistendo sui doveri del cristiano nella società civile”. In conclusione, “in queste pagine, non mancano le osservazioni sugli ostacoli incontrati dall’unità, in particolare le opposizioni che furono sollevate negli ambienti liberali e socialisti che vedevano una sorta di complotto ordito in Vaticano per la creazione della Comunità. Chi legge la conclusione nel libro, ha tra le mani una sintesi della problematica”.