Politica
La genesi di “Pour l’Europe” ha “una data precisa: autunno 1959. Mentre Robert Schuman si trovava a Roma per una visita istituzionale, durante una conferenza stampa, fu colpito da un attacco ischemico. Soccorso, si riprese immediatamente. Da quel giorno, i collaboratori di Schuman incominciarono a incalzare il presidente perché raccogliesse le sue memorie. Impossibilitato egli a farlo a causa di nuovi, ripetuti attacchi, i suoi amici gli sottoposero una serie di stralci di articoli, note, testi di conferenze che esponevano il suo pensiero sull’integrazione europea”. Edoardo Zin è il curatore della nuova edizione critica, della quale ha realizzato anche la traduzione in italiano, del libro-testamento del “padre dell’Europa”. Il volume, intitolato semplicemente “Per l’Europa”, pubblicato la prima volta nel 1963, anno della morte di Schuman, ha una vasta circolazione ed è stato tradotto in molte lingue europee: ora mancava l’edizione italiana. Zin spiega al Sir, in occasione del 9 maggio, Festa d’Europa: “Durante un periodo di convalescenza passata a Mentone nell’inverno 1962-63, Schuman scrisse l’introduzione, cancellò alcuni brani, ne aggiunse altri. Riuscì a correggere le bozze, ma il libro uscì postumo. La prima edizione francese uscì alla fine di settembre 1963 (Schuman era morto il 4 dello stesso mese) ed ebbe subito un enorme successo. Da allora si sono ripetute sette edizioni con prefazioni diverse: di Mitterrand, di Jacques Delors, di Michel Barnier”.
In italiano uscì una prima edizione, a cura di “Cinque Lune” nel 1965, con una prefazione di Mariano Rumor: “si contano tre edizioni in tedesco, una in inglese, portoghese, spagnolo… Attualmente, si sta preparando un’edizione in albanese, anche se l’Albania non fa ancora parte dell’Ue”. Zin, studioso del pensiero di Schuman, è vicepresidente dell'”Istituto San Benedetto Patrono d’Europa” che sostiene la causa di beatificazione di Robert Schuman. “Per l’Europa” (che vede la luce grazie all’Editrice Ave) “è considerato – afferma Zin – non solo il libro-testamento di Robert Schuman, ma è stata definita la Bibbia dell’Europa”. Schuman “non fu solo il politico accorto, ma l’uomo che, dotato di una solida forza interiore, cercò di tradurre il suo sguardo di vero profeta sull’Europa del suo tempo e, spinto dalla fede che lo ispirava, dalla speranza che lo animava, dalla carità che viveva nella vita politica, si impegnò a preparare un futuro di pace per i popoli d’Europa”. Per questi motivi, chiarisce ancora Zin, “è stata introdotta presso la chiesa di Metz (Lorena, Francia) la domanda perché sia proclamato beato. La fase diocesana del processo canonico si è ormai conclusa”. Il postulatore è mons. Bernard Ardura. “Nel frattempo, la fama di santità del servo di Dio Robert Schuman si è diffusa un po’ ovunque. Ultimamente, anche la conferenza episcopale polacca ha votato all’unanimità il suo auspicio perché Schuman venga dichiarato beato”.