Comunicazione

Salute: Zaccuri (“Avvenire”), “si è passati da una sofferenza raccontata dai media dall’esterno a una forte corrente di testimonianza”

(Bologna) – “Negli ultimi 25 anni si è passati da una sofferenza che veniva raccontata da parte dei media dall’esterno a una forte corrente di testimonianza”. Lo ha affermato questa mattina Alessandro Zaccuri, giornalista del quotidiano cattolico “Avvenire”, intervenendo al XIX Convegno nazionale dei direttori diocesani e degli operatori della Pastorale della salute in svolgimento a Bologna. “Il paradosso dei media è che da un lato sembra che ci abbiano assuefatto alla sofferenza ma contemporaneamente hanno dato forza, coraggio, iniziativa e intraprendenza al malato e al sofferente per raccontarsi”. Ricordando come “non sono i media, non è la televisione né Internet ad avere acceso il nostro interesse per la sofferenza” ma che “è una cosa presente fin dall’antichità”, Zaccuri ha utilizzato quattro nomi e le relative storie per raccontare “la sofferenza narrata dai media”. La prima citata è Joy Lane, il cui nome è stato fatto dire dal suo ex fidanzato Steve Stephens a Robert Godwin come motivo del gesto che avrebbe compiuto da lì a poco, riprendendolo in un video postato per qualche ora su Facebook, prima di ucciderlo a Cleveland, nel giorno di Pasqua. La seconda storia è quella della giornalista ungherese Petra Laszlo che un paio di anni fa sgambettò un profugo siriano che con il figlio in braccio era in fuga dalla Polizia al confine tra Ungheria e Serbia. Zaccuri ha poi ricordato il fotografo sudafricano Kevin Carter e le sue foto, premiate con il Pulitzer, del bambino africano denutrito e dall’avvoltoio nella carestia in Sudan del 1993. Infine Jade Goody, giovane diva del Grande fratello inglese e poi di quello indiano dove venne espulsa per insulti razzisti ad una concorrente. Durante la partecipazione ad un altro reality indiano le venne comunicata la malattia, un tumore al collo uterino. “Jade decise di trasformare in un reality show i suoi ultimi giorni di vita e – ha ricordato il giornalista – la sua ultima apparizione pubblica fu il battesimo. Poi decise di sparire, sottraendo alle telecamere la sua morte”. “La nostra mentalità – ha concluso Zaccuri – fa molta fatica a pensare ad un’agonia resa pubblica ma per tutto il Medioevo e per buona parte dell’età moderna lo è stata”.