8xmille

Sovvenire: Cortellessa (ufficio studi Cei), informazione e partecipazione per contrastare “i tanti luoghi comuni”

(Salerno) “Una comunicazione cattolica all’altezza della rivoluzione dei nuovi media, per arginare le fake news e far crescere la partecipazione. Ad oltre 35 anni dalla nascita del sistema dell’8xmille, infatti, sono ancora tanti i luoghi comuni sul sostentamento economico ecclesiale”. È l’analisi di Paolo Cortellessa, del Centro studi del Servizio Promozione Cei, al convegno nazionale degli incaricati diocesani in corso a Salerno. “Tuttora il 45% di italiani ritiene, secondo un’indagine Gfk su un campione di 1.000 interviste rappresentative della popolazione adulta, che a remunerare i sacerdoti sia il Vaticano, solo il 19% cita l’8xmille, com’è in realtà”, ha aggiunto. Le parrocchie oggi “rendono visibile la missione della Chiesa, come indica l’etimologia latina della parola, che significa ‘vicinato, abitare accanto’ – ha spiegato -. Per l’84% di italiani è importante che la parrocchia continui a esistere. Ma sotto il campanile si parla ancora troppo poco di 8xmille e Offerte: solo il 39% di interpellati ha avuto informazioni in parrocchia, e solo il 18% da un sacerdote, ma il 63% vorrebbe che proprio lì si parlasse di questi temi”. Il 2016 fa ben sperare sul fronte 8xmille e Offerte, ma ancora troppi sostengono il proprio parroco con donazioni dirette, senza inviare il bollettino Offerte che invece provvede a tutti i sacerdoti. “Oggi il sovvenire può aiutare le persone ad alzare lo sguardo oltre la sola Chiesa locale – ha precisato – che è parte di un tutto, non contrapposta alla Chiesa nazionale”.