Politica
I media avvicinano “persone e luoghi geograficamente lontani”, ma “rischiano di diventare strumenti di dominio o un ambito in cui, piuttosto che ricercare incontro e reciproco accrescimento, riversare tensioni, violenza verbale, aggressività”. Lo ha denunciato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso al Quirinale, in cui ha fatto notare che “è sempre più richiesta la consapevolezza di quei valori universali di rispetto e di tolleranza la cui condivisione rappresenta l’antidoto più efficace per arrestare il diffondersi dell’odio”. Un esempio: il “dramma dei migranti”, per governare il quale serve “un comune impegno da parte della comunità internazionale, dei Paesi di provenienza e transito, di quelli di approdo e – per quanto ci riguarda più da vicino – dell’intera Unione europea”. “In questo comune sforzo di riconciliazione si iscrive storicamente il grande progetto europeo”, la ricetta di Mattarella: “Una riconciliazione che ha un significato che va ben al di là di una ritrovata concordia fra ex nemici”, ma è una riconciliazione “con se stessa, con le sue radici, con i suoi valori”, come ha detto il Papa ai Capi di Stato e di governo in occasione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma. “La sua visita costituisce un’occasione per ringraziare la Chiesa Cattolica per la sua instancabile azione, al fianco delle istituzioni nazionali, nella più ampia riaffermazione dei valori di giustizia, equità, apertura e tolleranza sui quali si fonda la Repubblica”, ha detto il presidente rivolgendosi al Papa e citando il Concordato: “Una presenza, quella della Chiesa cattolica, che risalta, in modo particolare, nei momenti più difficili della nostra vita nazionale, come quello recente dell’emergenza del terremoto”. “Grazie, Santità, per questa Sua visita, grazie per la Sua opera al servizio dell’umanità e grazie alla Chiesa in Italia per il suo costante impegno a favore della comunità nazionale”, il saluto finale.