Migrazioni

Commissione Ue: ricollocamenti, procedura di infrazione per Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca. Avramopoulos, “rispettare gli impegni”

Dimitris Avramopoulos, commissario Ue alle migrazioni (foto SIR/CE)

(Strasburgo) “Negli ultimi mesi la Commissione ha ripetutamente invitato gli Stati membri che non hanno ancora proceduto ad alcuna ricollocazione, o che rifiutano di farlo, ad adoperarsi in questo senso. Nonostante i ripetuti appelli, purtroppo Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia, violando gli obblighi giuridici sanciti dalle decisioni del Consiglio e gli impegni nei confronti della Grecia, dell’Italia e di altri Stati membri, non hanno ancora intrapreso le azioni necessarie”. Così “la Commissione ha deciso di avviare procedimenti di infrazione contro questi tre Stati membri”. Lo si legge in uno dei documenti presentati oggi dalla Commissione Ue a Strasburgo, facendo il punto della sulle migrazioni anche in vista del Consiglio europeo della prossima settimana che si occuperà dell’argomento. La Commissione conferma dunque la decisione di aprire procedure di infrazione verso Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca per i mancati ricollocamenti dei profughi che si trovano a Italia e Grecia. Dimitris Avramopoulos, commissario per la migrazione, afferma: “L’Ue è fondata sulla solidarietà e la condivisione di responsabilità. Questi valori fondamentali si applicano a tutte le nostre politiche e la migrazione non è un’eccezione. Non possiamo abbandonare e non abbandoneremo gli Stati membri che hanno una frontiera esterna. E quando si tratta della ricollocazione, sarò molto chiaro: l’attuazione delle decisioni del Consiglio sulla ricollocazione è un obbligo giuridico, non una scelta”.