Povertà

Diocesi: Perugia-Città della Pieve, rapporto Caritas per fare “rete” anche con il “Sia”

Dalla presentazione del secondo rapporto sulle povertà curato dall’Osservatorio della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, presentato ieri pomeriggio nel capoluogo umbro, sono emersi tanti “volti” non più “invisibili” e, da tutti gli interventi, la necessità di fare “rete” tra Istituzioni civili, religiose e realtà private impegnate nel welfare. Tra gli “addetti ai lavori” presenti, rappresentanti delle Istituzioni civili (Regione dell’Umbria e Comune di Perugia), operatori del Terzo settore e gli stessi autori del Rapporto, c’è attesa per gli effetti del “Sia” (Sostegno all’inclusione attiva) avviato a livello nazionale nel settembre 2016, mentre quello varato dalla Regione ancora non è operativo, che si inizieranno a cogliere tra un paio di anni. Sono state espresse – si legge in una nota della diocesi diffusa oggi – anche delle perplessità sull’efficacia dello stesso “Sia”, perché nei Comuni di Perugia, Corciano e Torgiano su 661 domande presentate da famiglie in gravi difficoltà, quelle accolte sono solo 285.
“In questo momento in cui nel nostro Paese affrontiamo delle problematiche sociali importanti e decisive – ha evidenziato il vescovo ausiliare monsignor Paolo Giulietti –, la Caritas ha bisogno di produrre pensiero. Non si può più affrontare la povertà con il continuare ad offrire servizi palliativi, perché non bastano più. Redigere un rapporto annuale su questo fenomeno vuol dire come Chiesa impegnarsi a pensare, a produrre pensiero. La Caritas deve tornare ad essere non solo a livello diocesano, ma parrocchiale, luogo in cui si pensa, oltre a fare, per dare delle risposte di pensiero che nascono dal Vangelo e dalla coscienza sociale”. Mons. Giulietti ha parlato anche di “fatica a collaborare” con le Istituzioni civili preposte a contenere questo fenomeno, ricordando che a Perugia, pur avendo firmato Caritas e Comune un protocollo di intesa ben prima il varo del “Sia”, i frutti di quest’intesa sinergica per alleviare la povertà ancora non si vedono, come i dati del Rapporto 2016 dimostrano. Pierluigi Grasselli, direttore dell’Osservatorio della Povertà della Caritas diocesana, ha evidenziato che “appare in linea con le necessità di aiuto suggerite da questo Rapporto la recente svolta nell’impegno del governo italiano per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”.