Formazione

Ordinariato militare: p. del Riccio ai cappellani, “nel discernimento vocazionale occorre darsi strumenti per riconoscere la chiamata”

Nell’accompagnamento spirituale, “bisogna favorire la relazione tra la persona e il Signore, collaborando a rimuovere ciò che la ostacola”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Roberto del Riccio, docente a Napoli presso la sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, intervenendo, ad Assisi, alla terza giornata del corso di aggiornamento e formazione nazionale dei cappellani militari sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Parlando di “discernimento vocazionale”, padre del Riccio, ha ribadito come “per cominciare a discernere sia importante: saper ascoltare i propri sentimenti ed emozioni e riconoscere la direzione (spirituale) verso cui si sta andando”. Nell’evidenziare la differenza tra l’accompagnamento al discernimento e il sostegno psicologico, il relatore ha rilevato che nel discernimento vocazionale “occorre darsi strumenti per riconoscere la chiamata alla gioia dell’amore e scegliere di dargli risposta”. “È necessario ascoltare con attenzione – ha aggiunto del Riccio – proprio perché l’essere umano ha la possibilità di interpretare i segnali, dato che lo Spirito di Dio agisce nel cuore di ogni uomo e di ogni donna attraverso sentimenti e desideri che si legano a idee, immagini e progetti”.