Femminicidi
“È ora di cambiare passo! La violenza di genere non è un affare solo femminile. È una questione di democrazia negata che si combatte con trasformazioni culturali ed ampiamente condivise, capaci di diffondere l’affermazione della legalità, dei diritti, delle libertà e del reciproco rispetto tra i generi”. Lo afferma oggi l’Osservatorio pari opportunità e politiche di genere dell’Auser, intervenendo sull’omicidio, nel teramano, di Ester Pasqualoni, l’oncologa vittima di uno stalker che la tormentava da anni. Lo aveva già denunciato due volte, ma entrambe le querele sono stata archiviate, nonostante la legge sullo stalking. “Quante altre donne ci sono in pericolo, inascoltate, magari rimandate a casa con qualche buona parola?”, si chiede l’Auser: “Non ci consola apprendere che probabilmente il presunto omicida si sia suicidato, e non ci tranquillizza affatto la dichiarazione del capo della polizia Franco Gabrielli che ha definito la vicende una ‘grande sconfitta’” ma che “non possiamo incarcerare tutti gli stalker”. L’associazione elenca una serie di problematiche: “Ci chiediamo sgomente: che cosa dobbiamo fare per avere la giusta attenzione? Per essere ascoltate? Cerchiamo di convincere le donne che si rivolgono ai nostri centri a denunciare, ma a che serve se non sono adeguatamente tutelate?”. “Oggi più che mai – conclude l’associazione -, dobbiamo avere la capacità di diventare un’immagine sociale e politica e di rivendicare il diritto di essere donne, nella diversità dei nostri modi di essere: sposate, conviventi, sole ma accompagnate, sole e con tante amiche, sole e con uno o più amici. Serve investire sulle donne e sulla solidarietà tra donne per costruire un’Italia migliore”.