Liturgia
“Ci impegniamo noi e non gli altri, senza giudicare e accusare chi non s’impegna, senza disimpegnarci perché altri non s’impegnano”. È cominciata con una citazione di don Primo Mazzolari, l’omelia pronunciata da monsignor Lauro Tisi, vescovo di Trento, nell’omelia per la festa del patrono della città, San Vigilio. “Dio e la sua affidabilità è il caso serio di quest’ora della storia”, la tesi del presule: “Accreditarlo presso gli uomini, questa e non altro, è la vocazione della Chiesa”. “Dio è riservato alla sfera del privato, ben poco ha a che fare con le dinamiche concrete della vita: lavoro, economia, relazioni, affetti”, il grido d’allarme del vescovo, secondo il quale “ingannarsi su Dio porta a fallire sull’uomo. Quando non si sbaglia su Dio, come ci mostrano alcuni autorevoli testimoni della fede, si contribuisce a umanizzare il mondo. Basti ricordare, tanto per non andare lontano, don Primo Mazzolari, don Lorenzo Milani, Oscar Romero e altri ancora”. “L’eccedere scandaloso di Dio è la gratuità”, ha spiegato il vescovo prima di consegnare ai fedeli la sua lettera pastorale, “La vita è bella”: “Solo la gratuità è vera eccedenza. La trasgressione sul fronte dell’egoismo in realtà non significa eccedere. Il male, infatti, è banale, monotono, scontato, ripetitivo. La gratuità è innovativa, creativa, regala sogni e visioni, è alimentata dalla gioia del seminare e dell’uscire. Il male difende le posizioni, è preoccupato di custodire, è ossessionato dal raccogliere, dall’accumulare”. “Un Dio radicalmente gratuito mette i brividi”, la conclusione: “La Chiesa stessa teme l’amore gratuito. Quante volte ha tradito il suo Signore per questa paura”. “Eccedere nell’amore gratuito”, l’auspicio per la sua diocesi: “Sia una Chiesa che s’impegna per prima, non recrimina. Non rivendica spazi o posizioni di rendita. L’unico primato che rivendica per sé è precedere nell’amore gratuito e nel servizio”.