Elezioni
“Sarà il primo cittadino che avrà a che fare con la nuova proprietà dell’Ilva e con l’attuazione dei progetti per la Città Vecchia, per questo gli auguro un grande spirito di concertazione e la capacità di portare e ricavare sui tavoli istituzionali il bene migliore per tutti noi: la salute, il lavoro e la sicurezza. Che sia un interlocutore autorevole e, quando necessario, critico della politica nazionale”. Lo ha detto l’arcivescovo della diocesi ionica, monsignor Filippo Santoro, rivolgendosi al nuovo primo cittadino di Taranto, Rinaldo Melucci. Espressione del centrosinistra, l’imprenditore portuale ha sconfitto al ballottaggio, di misura, la candidata del centrodestra Stefania Baldassari, direttore cittadino del carcere. Il 50,91% per lui contro il 49,09% per lei. Preoccupante il dato della scarsissima affluenza alle urne: appena il 32,87% degli aventi diritto, nei fatti ha votato. “Un dato – sottolinea Santoro – che ci racconta una città esausta e inspiegabilmente lontana da quel senso di responsabilità e appartenenza che continuamente invochiamo a fronte di problemi che tangono direttamente la nostra vita civile, problemi che dovrebbero trovarci uniti e non cinicamente disgregati. Per questo auguro a Melucci, ora che la campagna elettorale si è conclusa, la pazienza di ricreare un tessuto, di pacificare gli animi, di entusiasmare i giovani. Il sindaco dovrà farsi carico delle situazioni di povertà che sono tantissime e di diversa natura in tutto il capoluogo ionico (penso alle migliaia di disoccupati, all’emergenza casa, alle tante storie di degrado), così come nei percorsi di legalità e di prevenzione che possano restituire a questa città luoghi sicuri, strade pulite e l’efficienza dei servizi sociali che spero siano quanto prima potenziati e prioritari. In questa direzione troverà la Chiesa al suo fianco”.