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Nella lettera pastorale che i sei vescovi centrafricani hanno pubblicato durante l’assemblea plenaria, conclusa ieri a Kaga-Bandoro, si dice come sia “doloroso, frustrante e addirittura rivoltante” assistere impunemente ai massacri di innocenti. I vescovi sono convinti che “l’odio e lo spirito di vendetta non siano una spirale infinita di violenza”, purché si compia “lo sforzo di stima vicendevole e di guardarci come dei prossimi”. Per superare i “molti ostacoli” (“la differenza delle convinzioni religiose, politiche e sociali”, la “mancanza di sincerità di diversi attori sociopolitici”, “il senso di vendetta e di rivolta che si amplifica di fronte alla violenza e alle ingiustizie”), occorre “disarmare i cuori e smettere di essere strumenti di morte”, “superare la paura dell’altro, i sospetti e le dicerie per dare una possibilità alla ricostruzione della fiducia” e “mettere insieme talenti e intelligenze al servizio della ricostruzione del Paese e non della sua distruzione”. I vescovi chiedono di “dare un’opportunità” alle istituzioni (tra cui il Tribunale penale speciale) per favorire “l’avvento di un contesto socio-economico propizio alla pace e allo sviluppo” e chiedono agli “attori sociopolitici” di “trascendere le divisioni ideologiche e gli interessi personali per tendere risolutamente verso la ricerca del bene comune”. Dai vescovi anche un grazie “alla comunità internazionale e a tutti i nostri fratelli e amici che non smettono di darci il loro appoggio sul doloroso cammino della ricostruzione del Paese”.