Giovani

Papa Francesco: a Scholas Occurrentes, globalizzazione “non è palla da biliardo, ma poliedro”. “No bulli!”. No a educazione di “élite”

È l'”elitizzazione” il “pericolo” che si corre nel mondo della scuola. Lo ha denunciato il Papa, che nel discorso, in spagnolo e a braccio, pronunciato in risposta alle domande dei giovani di 9 Paesi dei cinque continenti, in occasione dell’inaugurazione ufficiale della sede vaticana di “Scholas Occurrentes”, ha stigmatizzato l’atteggiamento di chi pensa che “il presupposto dell’educazione” sia quello di “creare una élite”. “Educare ragazzi e ragazze non è sapere qualcosa, è sapere usare i tre linguaggi” dell’educazione: quello della mente, quello del cuore e quello delle mani. “Siamo in un mondo in cui domina la globalizzazione, e la globalizzazione è buona – ha spiegato Francesco – però il pericolo è di concepire la globalizzazione come una palla da biliardo, tutta uguale: una sfera dove tutto è equidistante dal centro,  ma in cui si annullano le caratteristiche personali di un ragazzo o di una ragazza. Tutti sono uguali”. “L’autentica globalizzazione è un poliedro”, ha ribadito il Papa citando l’immagine dell’Evangelii gaudium, “dove cerchiamo l’unità ma ciascuno mantiene la propria peculiarità, la propria ricchezza”. L’educazione come “apertura, ascolto, dialogo”, non si fa “aggredendo”, ha ammonito Francesco, che subito dopo ha esclamato: “No bulli!”. “Incontrarsi, dialogare, anche su problemi gravi”: è questo “il lavoro per la formazione”, ha detto il Papa citando i ministri e le autorità presenti, che “stanno apprendendo essi stessi ciò che voi apprendete, e hanno il coraggio di essere creativi”.