Giovani
“Comunicare senza escludere”, perché “una vita che non si condivide con gli altri è un museo”. Si è concluso con questo invito, pronunciato in spagnolo e a braccio, l’incontro tra il Papa e i giovani di 9 Paesi dei cinque continenti, con i quali ha intessuto un dialogo durante l’inaugurazione ufficiale della sede di Scholas Occurrentes nel Palazzo San Calisto, nel quartiere Trastevere, ma in zona territoriale vaticana. “Comunicare, ma non in maniera alienata”, l’invito di Francesco, perché “comunicare è mediare, nella discussione” e tramite il confronto reciproco. “Senza escludere, in una società che tende ad essere elitaria, escludente, meno partecipativa”, il monito del Papa, che ancora una volta ha messo in guardia i ragazzi dalla “cultura dell’esclusione e dello scarto”. Si tratta di “un compito difficile”, ha ammesso Francesco, ma “una vita che non si condivide con gli altri è un museo”. “Todos tienen un sentido”, “tutti hanno un senso”, un sentimento della vita, ha concluso, dicendo “un grazie a tutti quelli che lavorano con le Scholas”, una rete di 446.133 scuole e reti educative di tutte le confessioni religiose e laiche, sia pubbliche sia private, presente in 190 Paesi da 20 anni. Da quando Jorge Mario Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires.