Congresso confederale

Sindacato: Furlan (Cisl), per cambiare modello sociale “ripartire dagli ultimi come ci ha chiesto Papa Francesco”

“Questi anni sono stati caratterizzati da un disordine sociale, politico economico, ambientale che noi siamo chiamati a fare ordine riallacciando legami, recuperando quello che è stato scartato e trovando nuove strade che rispondano ai nuovi bisogni che sono l’unico modo per creare un modello sociale in antitesi con il modello nazionalista e populista che abbiamo davanti” . Così Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, questa mattina, nel quarto ed ultimo giorno dei lavori congressuali. “Dobbiamo ripartire dalle solitudini che hanno caratterizzato la trasformazione del modello sociale – avverte – oppure non riusciremo a fare ordine. Ripartire dunque dagli ultimi, come ci ha chiesto Papa Francesco. Le periferie esistenziali non sono luoghi lontani, basta guardarsi intorno: donne, pensionati, disoccupati, chi ha perso il lavoro ma anche chi ha paura di perderlo. Occuparsi degli ultimi significa essere tra di loro”. Di qui il suggerimento di “un modello di comunità che si basa sul lavoro e sulla persona. Un modello di comunità di persone libere”. Per Furlan la società si cambia anche iniziando a cambiare il modello contrattuale e le tutele: “Speriamo che Confindustria, il 4 luglio prossimo, dia segnali di risveglio”. A cambiare “deve essere anche il nostro modello di riferimento”, dice. “Il lavoro in squadra, quello orizzontale, non pone solo domande all’impresa ma anche a noi che dobbiamo essere all’altezza di rispondere a questa sfida”. “Nuovi modelli contrattali – conclude -, nuove tutele ma anche un nuovo sistema di servizi integrato”.