Messaggio

Turismo sostenibile: i vescovi Santoro, Maniago e Pisanello, “una traduzione della ‘civiltà dell’amore’ e della ‘cultura della cura’, dell’accoglienza e dell’ospitalità”

Che il viaggio sia “un bene relazionale, in un incontro esperienziale che potrà davvero contribuire a cambiare – in meglio – i rapporti tra le persone e quindi il mondo”. È l’auspicio espresso, in un messaggio congiunto di benvenuto ai turisti, dai vescovi della metropolia di Taranto, mons. Filippo Santoro (arcidiocesi di Taranto) mons. Claudio Maniago (diocesi di Castellaneta) e mons. Vincenzo Pisanello (diocesi di Oria). Un messaggio che riveste un’importanza particolare nell’anno internazionale del turismo sostenibile indetto dall’Onu. “La categoria del ‘turismo sostenibile’ è una traduzione della ‘civiltà dell’amore’ e della ‘cultura della cura’, dell’accoglienza, dell’ospitalità, della sobrietà e del rispetto della terra, del mare, del cielo. Anche in questo si vive realmente la custodia del creato che, insieme al lavoro, costituisce una nuova frontiera dell’evangelizzazione”, scrivono i presuli.  “Talvolta il turismo disegna situazioni drammaticamente contraddittorie nel contrasto tra la povertà di molti e la ricchezza di pochi. In tanti altri casi, però, esso giunge a realizzare una positiva crescita in umanità nella convergenza tra la rigenerante contemplazione del bello (naturale e culturale), l’incontro pacificante delle diversità culturali e lo sviluppo economico”, osservano i vescovi. Per l’Italia, in particolare, “il turismo è fattore di grande rilievo, che contribuisce in modo determinante – in forme dirette e indirette – all’economia del Paese e all’occupazione: tanti gli italiani e le italiane per cui lavoro significa turismo. Anche per questo il nostro Paese ha sviluppato una viva cultura dell’accoglienza, da coltivare ed estendere, anche verso i soggetti più fragili”, concludono mons. Santoro, mons. Maniago e mons. Pisanello.