Fine vita
Si sono dati appuntamento di fronte alla High Court di Londra i sostenitori del piccolo Charlie Gard mentre nel pomeriggio di oggi si riuniva la Corte per riaprire il caso del bimbo di 11 mesi affetto da una speciale forma di patologia mitocondriale che ora lo tiene legato alle macchine che lo nutrono e lo fanno respirare. La sentenza è stata rimandata al 13 luglio. L’Alta Corte, e poi quella Suprema e la Corte europea, si sono dichiarati favorevoli alla sospensione delle terapie intensive proposta dai medici dell’Ospedale pediatrico Great Ormond Street. Charlie sarebbe quindi dovuto morire, ma la settimana scorsa un’équipe internazionale di medici, coordinata dall’Ospedale romano del Bambino Gesù, ha indirizzato una lettera ai pediatri di Londra, spiegando che una possibilità di terapia potrebbe esserci, come da mesi sostengono i genitori di Charlie, Connie e Chris Gard, attraverso la terapia con deossinucleotidi. Per questo l’Ospedale londinese ha deciso venerdì scorso di interpellare nuovamente la Corte, la cui sentenza altrimenti dovrebbe essere applicata senza possibilità di eccezione.
Secondo quanto riportato sul sito del Telegraph oggi pomeriggio, il caso è tornato delle mani del giudice Justice Francis, lo stesso che aveva già emesso la sentenza ad aprile. Oggi il giudice si è dichiarato disponibile a rivedere il proprio giudizio di fronte a “nuove e incoraggianti prove” che possano cambiare la situazione. Ha però sollevato anche la questione dei danni cerebrali permanenti che il piccolo avrebbe subito a seguito della malattia. Secondo il Daily Mail in tribunale i genitori avrebbero accusato una pediatra dell’Ospedale londinese di mentire al giudice avendo definito nella deposizione odierna “non nuove” le prove menzionate nella lettera dell’Ospedale Bambino Gesù. Non si ferma intanto la campagna a sostegno di Charlie: 350mila firme sono state consegnate all’ospedale per chiedere che Charlie possa essere curato e continua anche a ritmo costante il flusso di donazioni a sostegno del trasferimento e delle terapie per Charlie e di auguri attraverso la rete.