Immigrazione
“Il Codice di condotta proposto per le Ong che eseguono missioni di ricerca e salvataggio, potrebbe mettere a rischio molte vite, soprattutto quelle dei bambini”. È quanto denuncia l’Unicef in una nota nella quale rileva che il nuovo Codice se “da un lato prevede un quadro legislativo più chiaro, dall’altro tende a limitare gli spostamenti e le operazioni delle navi delle Ong nel Mediterraneo centrale”. “Tutti cambiamenti che – secondo l’Unicef – potrebbero indirettamente ostacolare i salvataggi e causare morti”. “Dall’inizio della crisi migratoria, l’Italia ha compiuto sforzi incredibili per salvare rifugiati e migranti bloccati in mare e garantire supporto a tutte le persone messe in salvo dalle navi”, ha dichiarato Justin Forsyth, vice direttore generale dell’Unicef. “L’Italia dovrebbe essere lodata per questo”. “Allo stesso tempo – ha aggiunto – gli obiettivi di rafforzare il quadro legislativo e di sicurezza, non importa quanto giustificabili, non devono impedire inavvertitamente le operazioni per salvare i bambini ed evitare che anneghino”. Da inizio 2017 sono stati oltre 90mila i rifugiati e migranti sbarcati sulle coste italiane. “Sono 70mila arrivi in più rispetto a tutti gli altri Paesi dell’Ue nel Mediterraneo”, rileva l’Unicef. “L’Italia continua a farsi carico in percentuale sproporzionata della responsabilità della cura e del sostegno dei rifugiati e migranti in tutta l’Ue”, riconosce Forsyth. “Ma restrizioni sui salvataggi in mare o rimandare i bambini rifugiati in Libia non sono soluzioni. Il resto dei Paesi dell’Ue e della comunità internazionale devono aumentare in modo deciso l’aiuto all’Italia, sostenendo le missioni di salvataggio, consentendo alle navi di sbarcare e operare nell’interesse dei bambini sradicati”.