Formazione

Europa: Enrico Letta, “questione comunicativa essenziale per far capire che può essere opportunità buona per tutti”

“Il voto sul Brexit dimostra che noi europeisti abbiamo ancora una speranza”, sostiene Enrico Letta, già presidente del Consiglio dei ministri italiano, parlando alla Summer School Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, in corso da oggi a Roma per iniziativa dell’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio (fino al 22 luglio). Letta non usa giri di parole: “E’ stata costruita una campagna elettorale in cui si sono scontrati due slogan: l’Europa fa schifo quindi usciamo, il secondo l’Europa fa schifo ma ci tocca rimanere. Nessuno ha impostato la campagna su quanto di positivo sia stato compiuto dall’Europa”. Parlando con i suoi studenti britannici nell’Università parigina dove oggi insegna, racconta, nessuno conosceva il grande contributo fornito dalla Gran Bretagna all’Unione europea, “a partire dal raggiungimento del mercato unico che ha rotto i monopoli nazionali”. In occasione di Brexit, assicura, “c’è stato uno stravolgimento comunicativo che dimostra come la questione comunicazione in Europa sia fondamentale. Non basta assumere i migliori comunicatori del mondo ma occorre riuscire a cogliere attraverso un confronto vero sulle grandi questioni il perché dello scetticismo verso l’Europa senza fermarsi ai pregiudizi”. La questione comunicativa “è essenziale per far capire che l’Europa può essere un’opportunità buona per tutti e non solo per gli studenti Erasmus o per i cosmopoliti che viaggiano e parlano tre lingue”. E’ necessario “questo passaggio chiave su democrazia, libertà, fondi strutturali, pace, sicurezza, mercato interno, per citarne alcuni. Altrimenti la partita sarà persa”.