Sessione estiva
Stamattina, nel secondo giorno della Sessione ecumenica del Sae, in corso ad Assisi, Lisa Cremaschi, monaca della Comunità di Bose, ha sottolineato che “i cambiamenti politici avvenuti nell’Est Europa hanno permesso di nuovo l’incontro con i cristiani ortodossi” che spesso nel corso dei secoli hanno testimoniato la loro fede anche attraverso il martirio in senso proprio, spesso incompresi e considerati “arretrati” da cristiani appartenenti alle Chiese occidentali che vivono nell’opulenza e nella libertà. Questo cambiamento ha favorito il grande Sinodo di Creta, “profezia di una piena comunione”. Parlare di riforma, secondo la monaca di Bose, è “recuperare una forma andata perduta, ritrovare quell’immagine di Dio deposta in ogni essere umano sfigurato dal peccato e, a livello ecclesiale, ritrovare la forma della Chiesa primitiva descritta nei sommari degli Atti degli Apostoli”, sempre vivendo la fedeltà al Vangelo nel contesto della storia senza adeguamento al mondo. Cremaschi ha riflettuto sulla parola riforma come ritorno alla Parola di Dio ripercorrendo la predicazione di Basilio, “monaco” della Chiesa indivisa, “presbitero di grande comunione nonostante i dissensi con il suo vescovo, che ricercava l’unanimità tra cristiani di Oriente e di Occidente, coraggioso di fronte al potere politico. Fedele alla tradizione ma innovatore, custode della liturgia come forte espressione della comunione con i santi del cielo e della terra”. Dopo l’inaugurazione dei sei gruppi di studio e dei due laboratori di cinema e narrazione, la giornata di oggi si concluderà stasera con la Messa presieduta da don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei.