Sessione estiva
“Allargare gli orizzonti” è la direzione che la sessione ecumenica del Sae si è data oggi. Il “viaggio” del secondo giorno ad Assisi è iniziato con la preghiera preparata da un gruppo liturgico interconfessionale e centrata sull’“alleanza di Dio con tutti gli esseri viventi”. Nella mattinata si è riflettuto sul tema “Quali riforme nell’ambito dell’Ortodossia?”, con padre Dionisios Papavasileiou, parroco a Bologna della chiesa ortodossa afferente alla Sacra Arcidiocesi d’Italia del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, e Lisa Cremaschi, monaca della Comunità di Bose. “Le circostanze storiche e politiche – ha detto Papavasilleiou – non hanno impedito alla Chiesa d’Oriente di occuparsi e riflettere sul significato del termine riforma. Anche se essa viene intesa in modo diverso dalla cristianità occidentale, non con categorie fenomenologiche o sociologiche”. Parlando del Sinodo panortodosso di Creta il monaco ha osservato che i suoi risultati “hanno portato alla luce una nuova aria assistita dallo Spirito Santo”. Per il suo modo di procedere e di custodire il “depositum fidei”, la Chiesa ortodossa “rischia davanti agli occhi degli occidentali di diventare un museo di antichità in cui sono esibiti bellissimi oggetti che meritano di essere contemplati”. In realtà, ha evidenziato, “esistono tentativi di riforma e movimenti che li attuano, ad esempio nel modo di partecipare all’Eucaristia o nella riforma dei testi liturgici e della lingua delle celebrazioni, ma senza toccare il contenuto della fede”. “La vera riforma – ha concluso – è quella di attuare e accompagnare la trasformazione del mondo per prepararlo alla parusia”.