Sessione estiva
Un esempio del modo di “essere servo” richiesto da Gesù è stato quello di mons. Luigi Sartori, ricordato ieri sera alla sessione del Sae in corso ad Assisi nel decimo anniversario della scomparsa, in un incontro moderato da don Giovanni Brusegan, delegato per l’ecumenismo e il dialogo della diocesi di Padova. Il teologo è “entrato” in sala attraverso la riproduzione di un’intervista e le testimonianze di suoi fratelli e sorelle nella fede oltre che colleghi, amici e collaboratori al Sae da diverse generazioni. “Un uomo che coniugava carità e verità”, ha esordito Brusegan, la cui vita era fatta di “puntualità, incroci, rettitudine, rispetto dell’altro”. Per Elena Milazzo Covini, già presidente dell’associazione, mons. Sartori “è stato molte cose: un maestro, come primo divulgatore delle notizie dal Concilio Vaticano II, un amico, che ha dato tanto al Sae, un esempio di umiltà, generosità, apertura. Per dire l’unità delle chiese parlava di sinfonia, un’ armonia di voci diverse”. Severino Dianich ha ricordato le collaborazioni fraterne in campo teologico tra cui la fondazione dell’Ati, di cui Sartori fu il secondo presidente. “Ci ha insegnato a capire il Concilio Vaticano II sottolineando due principi ecumenici”: la ”gerarchia della verità” e la “distinzione tra il deposito della fede e le forme per esprimerlo”, ha osservato Simone Morandini. “La sua eredità è affidata a tutti noi – ha concluso – : custodiamola e facciamola germinare”. Paolo Ricca ne ha ricordato la diffusione della conoscenza della teologia protestante, la partecipazione come teologo cattolico membro della Commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese e la condivisione di momenti decisivi della storia ecumenica come l’Assemblea di Lima del Bem. Tecle Vetrali (Istituto San Bernardino di Venezi)a ha concluso: “È stato maestro perché è stato vero discepolo. Si è messo a servizio riducendo il proprio spazio”. I lavori alla sessione continuano oggi, mercoledì con la tavola rotonda sulle donne e il futuro delle religioni con la rabbina Barbara Aiello, la teologa musulmana Nibras Breigheche, la docente cattolica Francesca Cocchini.