Anticipazioni Rapporto
Nel 2016 circa 10 meridionali su 100 risultavano in condizione di povertà assoluta e nelle regioni del Sud il rischio di povertà era triplo rispetto al resto del Paese. Lo sottolinea lo Svimez nelle anticipazioni al rapporto annuale, presentate oggi. La crescita del Pil non basta, quindi. “Le politiche di austerità – osserva lo Svimez – hanno determinato il deterioramento delle capacità del welfare pubblico a controbilanciare le crescenti disuguaglianze indotte dal mercato, in presenza di un welfare privato del tutto insufficiente al Sud”.
Anche il dato sull’occupazione, che pure registra 101mila occupati in più nel 2016 rispetto all’anno precedente (ma sempre 380mila in meno sul 2008, quando pure il lavoro al Sud era già un problema grave), va letto con attenzione. Infatti, mentre il numero dei contratti a tempo indeterminato è cresciuto relativamente di più nel Mezzogiorno a causa del prolungamento della decontribuzione per i nuovi assunti, “l’incremento degli occupati anziani e del part-time contribuisce a determinare una preoccupante ridefinizione della struttura e qualità dell’occupazione”. Aumentano i lavoratori a bassa retribuzione, al punto che non sempre il lavoro mette al riparo dalla povertà. Spicca poi un “dualismo generazionale”, che sul piano dell’occupazione penalizza particolarmente i giovani. Peraltro il Sud continua a subire un calo demografico superiore a quello del Centro-Nord: nel 2016 le regioni meridionali hanno perso 62 mila unità (e senza l’apporto degli stranieri il dato sarebbe stato ancora più negativo) contro le 14 mila di quelle centro-settentrionali.