Africa

Sud Sudan: viaggio dell’arcivescovo di Canterbury Justin Welby a Kadugli tra accoglienza dei rifugiati e speranze di pace

La grande umanità con cui il Paese sta cercando di accogliere i rifugiati e le tante storie di pace e riconciliazione che leader cristiani e musulmani stanno cercando di realizzare. Sono queste le due cose che più hanno colpito l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, leader spirituale della Comunione anglicana, che in questi giorni sta effettuando un viaggio in Sudan e attualmente si trova nella diocesi di Kadugli nelle montagne di Nuba, dove ha potuto incontrare i leader religiosi e numerosi profughi. “È un grande privilegio essere qui nel Sudan”, scrive l’arcivescovo Welby in un post su Facebook. “Sono stato colpito in particolare da due cose – aggiunge -. In primo luogo, l’atteggiamento nei confronti dei rifugiati. Il Sudan è un esempio per molti in tutto il mondo per la sua accoglienza a chi ha bisogno. Sono sicuro che ricevere un tale numero di persone sia stata una grande pressione per il governo e le popolazioni locali, e la gente del Sudan ha mostrato una vera umanità”. La seconda cosa che ha impressionato l’arcivescovo Welby è “la speranza per la pace e la riconciliazione” che si respira oggi nel Paese. “Oggi in Kadugli ho sentito da leader cristiani e musulmani storie ispirate di persone che vogliono la pace e stanno lavorando attivamente per realizzarla. Il Sudan ha bisogno di pace. Capisce, più di chiunque altro, il costo della guerra”. L’arcivescovo invita, quindi, i suoi fedeli a pregare perché il mondo rispetti le “promesse di sostegno” al Sudan, giunte da più parti.

https://twitter.com/JustinWelby/status/891698338038501376